Scatta Pantani

Sono già dieci anni che il Pirata se n'è andato.

Noi lo ricordiamo con la presentazione del libro Pantani era un dio dell'amico Marco Pastonesi qui da noi, nel nostro magazzino pieno di bici, mercoledì 19 febbraio alle 18,30
Intervengono anche Sergio Meda e l'ex corridore Andrea Noè. L'editore è 66thand2nd.

L'ingresso è libero e non c'è bisogno di prenotazione. Portate la passione e i ricordi, e non mancate se vi vengono ancora i brividi a ricordare la voce nasale di De Zan che dice "Scatta Pan-taani!". A seguire una bevuta insieme.

Mi permetto di riportare la recensione del libro tratto dal sito Agi.it

A dieci anni dalla morte di Marco Pantani esce un libro che ne ripercorre la vita senza emettere sentenze e senza seguire le linee collaudate delle biografie tradizionali e dei libri d'inchiesta. [...]
L'autore ha raccolto oltre 50 testimonianze, tutte inedite, di coloro che hanno conosciuto il corridore da vicino. Il risultato è una polifonia di voci che restituisce un mondo fatto di tante cose diverse: la Romagna con il suo dialetto, i suoi sapori e i suoi eccessi; le montagne, dal Carpegna, al Mortirolo, dall'Alpe d'Huez, al Ventoux; i leggendari scalatori del passato e le tante figure che hanno popolato la vita di atleta di Pantani, i gregari più fidati, i dirigenti sportivi, gli amici di Cesenatico; le piadinerie, la vita di tutti i giorni, quella lontana dai riflettori; gli eccessi e la solitudine. E infine le debolezze del campione e dell'uomo: il doping, raccontato da Pastonesi in un modo che cambia la prospettiva del lettore sul fenomeno, e la droga. Se Pantani era un solista e un solitario, il libro di Pastonesi è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c'è giudizio, non c'è sentenza, non c'è verdetto, non c'è ordine di arrivo né classifica generale.

In dodici anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco piu' di una trentina di corse, un bottino tutto sommato misero se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo. Perché Pantani era uno scalatore che veniva dal mare. Perché e' decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché cantava canzonette ma ascoltava Charlie Parker. Perché amava Charly Gaul ma odiava Lance Armstrong. Perché inseguiva l'amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo.





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