Piste ciclabili, no grazie

Cito dall'articolo di Paola Pignatelli su Corriere.it del 23 giugno:

Milano metropoli europea? Non per la mobilità ciclistica. Anche senza fare confronti con Amsterdam, Copenaghen e Berlino, chiunque decida di attraversare la città su due ruote si rende subito conto che l'impresa non è facile.

Piste e corsie per i ciclisti sono poche, discontinue, mal segnalate
, ingombre di auto in sosta. E le moto ci scorrazzano sopra come fossero corsie preferenziali. «A Milano la bici non è mai stata considerata una risorsa: ma un accessorio per il tempo libero», commenta Eugenio Galli, presidente di Fiab Ciclobby. Che continua: «Nel 2007, su richiesta dell'amministrazione, avevamo redatto un piano della mobilità ciclistica. Che poi è sparito nel nulla. Ora speriamo che la nuova giunta lo renda pubblico».

Ma come sono, oggi, i circuiti ciclabili a Milano?
Abbiamo fatto un «test sul campo», attraversando la città da Ovest a Est. Punto di partenza: piazza Napoli, arrivo la fermata MM di Turro. 
Le conclusioni? Si possono leggere qui sull'articolo originale


Grazie a Paola Pignatelli per aver posto l'attenzione su un tema che - di solito - finisce sotto il tappeto...

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